Vacanze nelle Marche e nel Piceno
Galleria fotografica

Leggenda:
| Hotel | Agriturismo | B&B | Camping | CasaVacanze |


Comune di di MONTEFIORE DELL'ASO
Cap: 63062 - Il suo č un territorio non Montano

Montefiore dell'Aso č un Comune Piceno di 2220 ab. - posto ad un'altitudine di 412 m.slm in zona definita Collina litoranea.
La superficie del territorio comunale č pari a 28,07 Km.q con una densitą di 79,1 ab.Kmq

Visitare Ricettivitą Montefiore dell'Aso


Montefiore dell'Aso è situato a 412 m. s.l.m. su di uno strapiombo della cresta che divide le valli dell'Aso e del Menocchia. Numerosi reperti archeologici testimoniano la presenza, favorita dalla strategica posizione collinare, di insediamenti sin dall'epoca preistorica-protostorica. Centro piceno, acquista rilevanza storica durante il periodo della romanizzazione, come attestano le ville rustiche disseminate sul territorio. Anche il suo toponimo Mons florum, pur non basandosi su dati certi e scientifici, si vorrebbe far risalire al culto della dea Flora. In contrada "Li Grotti" sono emersi, inoltre altri elementi per la ricostruzione del periodo in esame: gallerie ipogee scavate nell'arenaria con nicchiette, deposito di urne cinerarie, ampolle in vetro per unguenti e materiali ceramici. Con il diffondersi degli ideali cristiani tra il III e il V sec. Montefiore diventa sede di una Pieve Plebs Sanctae Luciae, edificio sacro, perno della vita spirituale locale. Assumendo il titolo di chiesa battesimale acquista un ampio potere giurisdizionale su un vasto territorio. La località subisce trasformazioni di notevole valore architettonico a partire dal 1178, momento in cui i due castra (Montefiore e Aspramonte) si fondono in un unico centro ove ancora oggi sorge l'abitato. 
Solo verso la fine del XIII sec. diventa libero comune.
La cinta muraria (XV sec.) segue un vago andamento ellissoidale ed è intervallata da porte e torrioni, alcuni dei quali hanno perso la loro identità di elementi fortificati. Il cuore del paese è rappresentato dalla centrale piazza della Repubblica, dominata dalla Collegiata di Santa Lucia di chiara matrice ottocentesca, pur se eretta sui resti di un edificio più antico. Questo è visibile oggi attraverso il Portale in arenaria della Pinnova (XIII sec.), costituito da formelle a bassorilievo disposte una sull'altra, senza un chiaro programma figurativo. 
Al suo interno sono conservate le tele di Luigi Fontana e il Polittico smembrato di Carlo Crivelli, eseguito, secondo la critica, poco dopo il 1470.
Altro edificio dalla forte connotazione socio-culturale è la chiesa di San Francesco, dovuto non solo al forte radicamento nella città dell'ordine mendicante, ma anche alla figura carismatica di Gentile Partino, lettore della Casa Pontificia di Bonifacio VIII. 
Qui, infatti, si trova il monumento funebre, datato 1310, dei genitori del Cardinale, realizzato in marmo: due angeli reggicortina permettono al visitatore di osservare le figure distese sul letto-sarcofago. Inoltre nell'abside poligonale (attuale ingresso) vi è il ciclo pittorico trecentesco attribuito al Maestro di Offida o, secondo recenti indagini archivistiche, a Milicuccio di Giovanni.

Dal Belvedere si accede alla Sala Adolfo De Carolis (1874-1928), dedicata all'illustre pittore, incisore, illustratore e poeta, che ha saputo superare le limitate distinzioni tra generi, con una produzione sicuramente nuova e non più ascrivibile alla categoria obsoleta delle arti maggiori. All'interno sono esposti i bozzetti preparatori, in olio su tela, che il maestro eseguì per realizzare gli affreschi della Sala dei Quattromila nel Palazzo del Podestà a Bologna. Adiacente alla sala, la galleria ospita la collezione completa delle xilografie donate dalla stessa famiglia De Carolis nel 1974.